{"id":2091,"date":"2007-11-22T21:46:36","date_gmt":"2007-11-22T20:46:36","guid":{"rendered":"http:\/\/lnx.nighted.com\/?p=2091"},"modified":"2007-11-22T21:46:36","modified_gmt":"2007-11-22T20:46:36","slug":"racconto-la-notte-dei-morti-viventi-406","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.nighted.com\/?p=2091","title":{"rendered":"Racconto: La notte dei morti viventi. &#8211; 406"},"content":{"rendered":"<p>La notte dei morti viventi.<\/p>\n<p>&#8230;sono entrato nella stanza, con una presenza al mio fianco che non riuscivo ad indentificare. La penombra e lo spazio completamente vuoto la faceva sembrare pi\u00f9 grande di quello che era in realt\u00e0. L&#8217;unica fonte di luce era la finestra, chiusa, senza tende, di fronte alla quale stava Simone, un ragazzino sulla quindicina in piedi, ad osservare il mare. Mare e cielo erano grigi, plumbei e l&#8217;impressione era quella di guardare una foto in bianco e nero. Dopo qualche minuto Simone si volta verso me, mi osserva, e parla dialogando anche con la presenza al mio fianco.<br \/>\nCi racconta che quel mare \u00e8 un grave pericolo perch\u00e8 ci sono mostri, creature sconosciute e giganti e dicendoci questo indica un lato particolarmente scuro della stanza.<br \/>\nCi voltiamo a guardare e all&#8217;improvviso un faretto dal soffitto illumina una piovra gigante, morta, completamente stesa sul pavimento lungo la parete. Sotto La piovra c&#8217;\u00e8 un capodoglio, piccolo abbastanza da stare nella camera.<br \/>\nIo e la presenza capiamo che c&#8217;\u00e8 qualche cosa di strano, la situazione \u00e8 anomala, chiediamo informazioni a Simone che ci dice di essere in quella camera da anni e di non poterne uscire.<br \/>\nAllora mi avvicino all&#8217;altra porta presente, giro la chiave e questa si apre! Usciamo seguiti da Simone che, appena mette i piedi fuori dalla porta si tramuta istantaneamente in un bambino di sei anni.<br \/>\nA quel punto tutto \u00e8 pi\u00f9 chiaro, mi volto, la stanza in realt\u00e0 \u00e8 un armadio minuscolo e vuoto. La presenza al mio fianco \u00e8 sparita. Simone ha solo creduto di essere rimasto rinchiuso per anni e tutto questo non \u00e8 stato altro che una sua fantasia. Ma c&#8217;\u00e8 ancora qualche cosa che non va&#8230;<br \/>\nIl viaggio onirico evidentemente non \u00e8 finito. D&#8217;improvviso mi trovo in cortile, a casa di mia nonna, da solo. \u00e8 giorno, il sole splende, tutto \u00e8 calmo, niente e nessuno \u00e8 in vista.<br \/>\nMi guardo intorno e dopo qualche minuto un chupacabras mi passa a fianco trotterellando, con i denti sporgenti, dirigendosi verso la casa.<br \/>\nLa porta si spalanca e lentamente iniziano ad uscire delle persone, ma hanno qualche cosa di sinistro, si aggirano come zombie e ancor pi\u00f9 lentamente si avvicinano ad un gruppo di galline comparse dal nulla nell&#8217;aia.<br \/>\nIniziano a prenderle per succhiarne il sangue: sono vampiri.<br \/>\nImprovvisamente capisco cosa devo fare, il mio compito \u00e8 di sterminarli tutti. Nelle tasche ho delle striscie di velcro adesive, infiammabili ed esplosive.<br \/>\nInizio ad attaccarle ovunque, sugli attrezzi agricoli, sulle automobili parcheggiate, sulla porta di casa, sugli stessi vampiri che, nel loro immenso torpore, non reagiscono.<br \/>\nPrendo una scopa di saggina, le do fuoco e vado ad incendiare tutte le striscie di velcro.<br \/>\nUna dopo l&#8217;altra esplodono con deflagrazioni a dir poco cinematografiche e i vampiri soccombono uno ad uno.<br \/>\nEsce anche mio pap\u00e0, trasformato in vampiro, ondeggiante come solo un morto vivente pu\u00f2 essere. Capisco che deve essere eliminato a sangue freddo e senza rimpianto gli attacco del velcro in fronte.<br \/>\nEsplode pure lui e si incendia come carta velina.<br \/>\nMia mamma, vampirizzata, esce dalla casa, e disperatamente si getta sui resti del vampiro bruciante. E brucia anche lei.<br \/>\nLa mia missione \u00e8 compiuta. Io mi guardo in giro e solo il chupacabras gironzola tranquillo con i denti aguzzi.<\/p>\n<p>FINE<\/p>\n<p>\nE all&#8217;improvviso mi sveglio e mi dico: &#8220;Che figata &#8216;sto sogno!! Lo prendo come spunto per un libro o per un film!&#8221; ed invece ecco qui il mio primo, brevissimo racconto.<br \/>\nHo sempre fatto sogni meravigliosamente realistici (a parte vampiri, bambini schizofrenici e chupacabras ovviamente) e avventurosi. Ma questo ha battuto ogni record!! Diciamo che nella mia scala dei sogni \u00e8 a parimerito con un altro che mi vedeva protagonista di una sparatoria in quartiere Forcellini a Padova.<br \/>\nHo fatto il sogno di descritto in questo racconto Luned\u00ec notte, dopo aver visto su raidue &#8220;<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Voyager_%28televisione%29\" target=\"_blank\">Voyager<\/a>&#8221; in cui parlavano del <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Chupacabras\" target=\"_blank\">chupacabras<\/a>. E di seppie giganti che combattono con i capodogli ho letto la settimana scorsa su un numero arretrato di Focus.<br \/>\nInsomma, \u00e8 vero, i sogni nascono dalle nostre esperienze quotidiane&#8230; ma ho come l&#8217;impressione che questo mix horror-comico-demenziale sia dovuto alla pizza svizzera che ho mangiato quella sera!! <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La notte dei morti viventi. &#8230;sono entrato nella stanza, con una presenza al mio fianco che non riuscivo ad indentificare. La penombra e lo spazio completamente vuoto la faceva sembrare pi\u00f9 grande di quello che era in realt\u00e0. 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